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Dieta a basso indice glicemico in gravidanza per prevenire la macrosomia


Lo studio randomizzato e controllato ROLO si è posto l’obiettivo di determinare se una dieta a basso indice glicemico in gravidanza sia in grado di ridurre l'incidenza di macrosomia in un gruppo a rischio.

Hanno preso parte allo studio 800 donne senza diabete mellito in un ospedale per la maternità di Dublino, tutte alla loro seconda gravidanza nel periodo 2007-2011.

Le donne, che avevano precedentemente dato alla luce un bambino di peso superiore a 4 kg, sono state randomizzate a non-ricevere alcun intervento dietetico o a iniziare una dieta a basso indice glicemico dai primi mesi di gravidanza.

L'esito primario era rappresentato dalla differenza nel peso alla nascita.
L'end point secondario era la differenza nel guadagno di peso gestazionale.

Nessuna differenza significativa è stata osservata tra i due gruppi nel peso assoluto alla nascita, nel centile di peso alla nascita, o indice ponderale.

Un aumento di peso gestazionale significativamente inferiore si è verificato nelle donne nel braccio di intervento ( 12.2 vs 13.7 kg; differenza media -1.3, P=0.01 ).

Il tasso di intolleranza al glucosio è stato inferiore nel braccio di intervento: il 21%, rispetto al 28% dei controlli, aveva una glicemia a digiuno di 5.1 mmol/L o maggiore, oppure un risultato al test di carico di glucosio di un'ora superiore a 7.8 mmol/L ( P=0.02 ).

In conclusione, una dieta a basso indice glicemico in gravidanza non ha ridotto l'incidenza di neonati di grandi dimensioni per l’età gestazionale in un gruppo a rischio di macrosomia fetale.
Ha, tuttavia, prodotto un significativo effetto positivo sull'aumento del peso gestazionale e sulla intolleranza materna al glucosio. ( Xagena2012 )

Walsh JM et al, BMJ 2012; 345: e5605


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