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Livelli di autoanticorpi materni nel blocco cardiaco congenito e profilassi potenziale con farmaci antinfiammatori


L'importanza dei livelli di autoanticorpi materni nel blocco cardiaco congenito e i fattori materni che possono ridurre il carico della malattia richiedono ulteriori chiarimenti.

Sono stati revisionati in modo retrospettivo i casi di gravidanze complicate da anticorpi materni anti-Ro dal 2007 al 2011.
In tutto, 33 donne sono state seguite per tutta la gravidanza.

I livelli semiquantitativi di anti-La materni si sono dimostrati significativamente più alti nelle gravidanze complicate da blocco cardiaco fetale di qualsiasi grado ( differenza media, 227.5; P=0.04 ), ma non vi era alcuna differenza nei livelli di anti-Ro materni.

In tutto, il 94% dei feti ha mantenuto una conduzione normale quando la madre è stata trattata con una terapia a base di Idrossiclorochina o Prednisone giornaliero per tutta la gravidanza, rispetto al 59% nel gruppo non-trattato ( odds ratio, OR=0.1; P=0.04 ).

In conclusione, le gravidanze complicate da blocco cardiaco fetale non hanno dimostrato di avere più alti livelli di anticorpi anti-Ro materni.
I livelli materni anti-La possono essere un utile predittore di blocco cardiaco fetale.
Un trattamento materno con Idrossiclorochina o basse dosi giornaliere di Prednisone per tutta la gravidanza può fornire un effetto protettivo. ( Xagena2013 )

Tunks RD et al, Am J Obstet Gynecol 2013; 208: 1: 64.e1-64.e7

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