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Sicurezza degli immunomodulatori e dei farmaci biologici nella malattia infiammatoria intestinale durante la gravidanza e l’allattamento al seno


Sono stati revisionati in modo critico i dati disponibili sulla sicurezza degli immunomodulatori e delle terapie biologiche durante la gravidanza e l’allattamento al seno in donne con malattia infiammatoria intestinale.

Metotrexato ( Methotrexate ) e Talidomide possono causare anomalie congenite e sono controindicati in gravidanza ( e durante l’allattamento al seno ).

Benchè le tiopurine rientrino nella classificazione D della Food and Drug Administration ( FDA ) statunitense, i dati disponibili indicano che questi farmaci sono sicuri e ben tollerati in gravidanza.

Anche se in genere si consiglia alle donne in trattamento con Azatioprina o Mercaptopurina ( Purinethol ) di non allattare al seno a causa di potenziali rischi teorici, sembra che questi farmaci siano sicuri in questa situazione.

Il trattamento con Ciclosporina ( Sandimmun Neoral ) per colite ulcerosa refrattaria agli steroidi durante la gravidanza può essere considerato sicuro ed efficace e l’uso di questo farmaco dovrebbe essere preso in considerazione nei casi di colite ulcerosa grave per evitare la chirurgia urgente.

L’allattamento al seno è controindicato nelle pazienti trattate con Ciclosporina.

Le terapie biologiche sembrano sicure in gravidanza, dal momento che non è stato dimostrato alcun aumento del rischio di malformazioni.

I limitati risultati clinici disponibili suggeriscono che i benefici di Infliximab ( Remicade ) e Adalimumab ( Humira ) nell’ottenere la risposta e nel mantenimento della remissione in pazienti gravide potrebbero essere superiori ai rischi teorici di esposizione al farmaco per il feto.

L’interruzione della terapia al terzo trimestre potrebbe essere presa in considerazione dal momento che sembra che il trasferimento attraverso la placenta di Infliximab sia basso prima di questo termine.

Certolizumab ( Cimzia ) si differenzia da Infliximab e Adalimumab nel frammento Fab, e pertanto potrebbe non essere necessario interrompere il trattamento con Certolizumab nel terzo trimestre.

L’uso di Infliximab è probabilmente compatibile con l’allattamento al seno. ( Xagena2009 )

Gisbert JP, Inflamm Bowel Dis 2009; 16: 881-895


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