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Terapia tocolitica: gli inibitori delle prostaglandine per ritardare il parto prima delle 32 settimane di gestazione


Per determinare l’agente tocolitico ottimale di prima linea per il trattamento del travaglio prematuro, un gruppo di Ricercatori dell’Indiana University a Indianapolis negli Stati Unitim ha portato a termine un’analisi quantitativa di studi clinici randomizzati e controllati sulla tocolisi, estraendo i dati relativi agli esiti materni e fetali e raggruppando i tassi dei vari studi per ciascuno degli esiti in base al trattamento.

Gli esiti erano la posticipazione del parto per 48 ore, 7 giorni e fino a 37 settimane; gli eventi avversi causati dall’interruzione della terapia; l’assenza di sindrome da distress respiratorio e la sopravvivenza neonatale.

Sono stati selezionati 58 studi che rispettavano i criteri di inclusione.

La meta-analisi a effetti casuali ha mostrato che tutti gli agenti tocolitici si sono rivelati superiori al placebo o ai gruppi di controllo nel ritardare il parto di almeno 48 ore ( 53% per placebo rispetto a 75-93% per tocolitici ) e di 7 giorni ( 39% per placebo rispetto a 61-78% per tocolitici ).

Non sono state osservate differenze significative per gli altri esiti inclusi quelli neonatali di distress respiratorio e la sopravvivenza neonatale.

Il modello decisionale ha mostrato che gli inibitori delle prostaglandine forniscono la migliore combinazione di tolleranza e ritardo nel parto.

In un’ipotetica coorte di 1.000 donne trattate con inibitori delle prostaglandine, solo 80 partorirebbero entro 48 ore rispetto alle 182 del secondo miglior trattamento.

In conclusione, benchè tutti gli agenti tocolitici siano superiori all’assenza di trattamento nel ritardare il parto di 48 ore e 7 giorni, gli inibitori delle prostaglandine sono risultati superiori agli altri agenti e potrebbero essere considerati i migliori farmaci di prima linea per ritardare il parto prima delle 32 settimane di gestazione. ( Xagena2009 )

Haas DM et al, Obstet Gynecol 2009;113: 585-594.


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