OncoGinecologia
Tumore Ovaie
Tumore Mammella
Xagena Mappa

Terapia antitrombotica durante la gravidanza


Una serie di condizioni cliniche può richiedere l’impiego di farmaci antitrombotici durante la gravidanza, tra cui la prevenzione del tromboembolismo venoso e complicanze fetali nei pazienti ad alto rischio, il trattamento del tromboembolismo venoso e la prevenzione degli emboli arteriosi nei pazienti con protesi valvolare meccanica.

L’impiego di farmaci antitrombotici durante la gravidanza non è tuttavia privo di rischi.

Il Warfarin, così come altri composti cumarinici, è in grado di attraversare la placenta e può causare nel feto sanguinamenti e/o effetti teratogeni.
Pertanto, il suo impiego non è raccomandato durante il primo trimestre e durante il periodo perinatale.

L’Eparina non–frazionata ( UFH ) e l’Eparina a basso peso molecolare ( LMWH ) non attraversano la placenta e risultano sicure per il feto.
Il trattamento di lungo periodo con l’Eparina non frazionata può, tuttavia, può essere problematico, in modo particolare per la necessità di monitorare l’attività anticoagulante ed a causa dei suoi potenziali effetti indesiderati, come la trombocitopenia indotta dall’Eparina e l’osteoporosi.

L’Eparina a basso peso molecolare può essere considerato il farmaco di scelta nella prevenzione e nel trattamento del tromboembolismo venoso durante la gravidanza per i suoi pratici vantaggi rispetto all’Eparina non-frazionata e per il minor rischio di effetti indesiderati.

Più complesso il trattamento delle pazienti con protesi valvolare meccanica.

Il Warfarin può essere somministrato tra la 12^ e la 36^ settimana.

L’Eparina non-frazionata è raccomandata nel primo trimestre e dopo la 36^ settimana.
L’impiego dell’Eparina a basso peso molecolare come alternativa all’Eparina non-frazionata è ancora argomento di dibattito, a causa degli scarsi dati disponibili. ( Xagena2004 )

Ageno W et al, Expert Opin Drug Saf 2004; 3: 113 – 118


Gyne2004 Farma2004


Indietro